Letteratura inglese

Charles Dickens e le sue opere maggiori

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TRILOGIA DICKENSIANA:  Il Circolo Pickwick, Oliver Twist e David Copperfield

Charles Dickens Profilo di un cosmourgo, creatore di mondi

Poco o nulla diremo della vita del prolifico e popolarissimo scrittore Charles Dickens
(Portsmouth 1812Londra 1870), il cui profilo biografico è già stato ampiamente illustrato
con maestria e dovizia di particolari in un articolo pubblicato su questo sito.
Tenteremo invece di abbozzare una trilogia letteraria dickensiana con la viva speranza di incitare i nostri
affezionati lettori a riprendere in mano, magari in lingua originale, i tre capolavori che hanno segnato destini e svolgimenti della letteratura mondiale.
Ma prima di entrare in medias res nei gangli narrativi delle opere in questione, ci sia permesso di tratteggiare a grandi linee l’arte dickensiana nelle sue molteplici, multiformi e multidirezionali traiettorie.
Si è detto da più parti, e con autorevole piglio e fondatezza, che i romanzi di Dickens rappresentano, per lettori e critici, un universo olistico.
Essi possono essere letti ora come un ricco florilegio di pura retorica, ora come un’attraente galleria di personaggi eccezionali, ora come piccoli trattati di antropologia e di demopsicologia, e infine come approfonditi e
dettagliati documenti storici.
Assaporati per l’imprevedibilità dei dialoghi o ammirati per la forte tensione sociale, i romanzi di Dickens sembrano quasi rievocare quel piccolo circolo familiare riunito nel salottino di Mr Pecksniff, i cui membri, ritrovano un diletto immenso nell’avventurarsi a disquisire con estrema, compiaciuta disinvoltura di ogni soggetto possibile.
Così si esprime Dickens in Martin Chuzzlewit: Such was the pleasant little family circle now
assembled in Mr Pecknisniff’s best parlour, agreeably prepared to fall foul of Mr Pecknisff or
anybody else who might venture to say anything whatever upon any subject.

Charles Dickens
Nel tratteggiare il profilo storico-critico di Charles Dickens, lo scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957) nelle sue “Lezioni sulla letteratura inglese” annota con arguzia e profondità:
«Ogni artista è creatore di uomini, non foss’altro che di se stesso. Ad alcuni di essi, però, è stata concessa la facoltà di creare dei mondi. Questi cosmourgi hanno forse creato degli universi e possono dichiararsi soddisfatti.
Dickens è uno dei più insigni creatori di mondi.
E il suo mondo è uno dei più singolari: di esso conosciamo ogni campo, ogni strada, ogni volto.
Eppure dobbiamo ogni volta dire a noi stessi che non abbiamo mai incontrato alcunché di simile: forse li rivedremo se saremo buoni e andremo in Paradiso.
Il regno di Dickens è il realismo magico. Regno di infinita attrattiva, regno difficilissimo da governare. Kafka soltanto
ne ha avuto uno simile: ma il riso di Dickens rende il suo più bello.
Dalla Autobiografia si può desumere un altro elemento dell’arte di Dickens: la sua conoscenza profonda, enciclopedica di Londra.
Quel ragazzotto che all’uscita dal laboratorio errava per le grigie strade immagazzinava impressioni ad ogni passo. E quando incominciò a scrivere si trovò con un tesoro di visioni.
Dickens è il poeta di Londra; la conosce nelle sue nebbie e nei suoi velati soli, nelle stradette miserabili nelle quali nessun raggio penetra, nel suo fiume giallo e pigro, nel suo ansito e nella sua febbre; questa Londra che più che una città è una foresta di case egli l’ha descritta, l’ha trasformata in se stessa al solo fine di renderla più comprensibile. Fortunata città che, insieme a Parigi, ha acquistato il premio supremo: quello di esser scrutata da un genio in ogni suo angoletto. He made London like a dream, ha ben detto Wattson-Dunton». 1 G. TOMASI DI LAMPEDUSA, Letteratura inglese, in Opere, Meridiani-Mondadori, Milano 1995, pp. 1112, 1113, 1118.

Il Circolo Pickwick

il circolo Pickwick DickensRomanzo pubblicato in venti puntate mensili dall’aprile 1836 al novembre 1837, e in volume nel 1837, The Posthumous Papers of the Pickwick Club, fu conosciuto in Italia con i titoli Avventure di Pickwick o Il Circolo Pickwick.
Nel 1836 Dickens fu richiesto dall’editore Chapman & Hall di provvedere il testo a una serie di vignette sportive disegnate da Robert Seymour; l’autore avrebbe dovuto descrivere le avventure del Nimrod Club, i cui membri
dovevano andare a caccia, alla pesca, ecc., e trovarsi a mal partito a causa della loro inesperienza.
Dickens ottenne di modificare l’idea immaginando un club presieduto da Mr. Pickwick, e inventò personaggi, alla maniera picaresca, via via che gli se ne offriva il destro.
Le prime quattro puntate si vendettero modestamente; il successo si delineò solo alla quinta, con la comparsa di Sam Weller; nel novembre del 1837 la vendita era salita a 40.000 copie, Pickwick era divenuto una figura popolare, e le frasi di Sam Weller erano ripetute di bocca in bocca.
La coppia Pickwick-Sam Weller rinnova, seppur in minor misura, il miracolo di Cervantes di presentare due caratteri comici, Don Chisciotte e Sancho Panza, che pur trascendono per significato umano i limiti di una bizzarra eccentricità.
Mr Samuel Pickwick, presidente del Circolo Pickwick da lui fondato, e un gruppo di bizzarri individui, i signori Tracy
Tupman, August Snodgrass, e Nathanael Winkle, formano una Società Corrispondente del circolo, intesa a riferire sui loro viaggi e le loro avventure, e a fare osservazioni su costumi e caratteri.
In questo quadro vengono a collocarsi gli incidenti e i personaggi (più di una sessantina, quasi tutti comici) che popolano quest’opera miscellanea, senza complicato intreccio.
Le avventure di Pickwick e dei suoi compagni si alternano con racconti fatti da vari personaggi: è insomma il vecchio schema del romanzo picaresco, che Dickens dapprima accetta passivamente, per poi calarvi dentro le creazioni originali della sua fantasia.
Pickwick e i suoi amici si recano a Rochester, dove si imbattono in un imbroglione, Jingle, che quasi procura a Winkle una sfida a duello. Visitano poi Dingley Dell, casa dell’ospitale Mr. Wardle; assistiamo alla fuga di Jingle con Rachel, la matura sorella di Wardle, al loro inseguimento da parte di Wardle e Pickwick, e al salvataggio della rapita; segue l’assunzione di Sam Weller a servo di Pickwick.
Fin qui la storia aveva avuto solo un mediocre interesse.
Weller servì di catalizzatore: dopo la scena in cui Pickwick e Wardle trovano nella corte del “Cervo Bianco”
Sam Weller in atto di pulire un paio di scarpe, il romanzo prende un altro ritmo.
A Eatanswill, dove si stanno svolgendo le elezioni parlamentari, Pickwick fa la conoscenza di Mr. Pott, direttore della “Eatanswill Gazette”, e della poetessa Mrs. Leo Hunter.
A Bury St. Edmunds, Pickwick e Sam Weller son turlupinati da Jingle e dal suo fido servo Job Trotter.
Jingle è inseguito a Ipswich, dove Pickwick involontariamente entra di notte nella camera da letto d’una signora attempata, e si trova coinvolto in una lite con il signor Peter Magnus, ammiratore di quella; è condotto innanzi al magistrato Mr. Nupkins sotto accusa di provocazione a duello, e ottiene di essere rilasciato dopo avere denunciato l’infame piano di Jingle circa la figlia di Nupkins.
Mrs. Bardell, affittacamere, si immagina che il suo dozzinante Pickwick abbia intenzione di sposarla, e gli fa causa per rottura di promessa di matrimonio; Pickwick è condannato a pagare 750 sterline e, rifiutandosi, è associato alla prigione della Fleet; così egli trova Jingle e Job Trotter e li soccorre.
Altri episodi sono le feste di Natale a Dingley Dell, la visita a Bath, in cui risalta la figura di Winkle, dapprima nell’avventura col fanfarone Dowler, poi nel corteggiamento di Arabella Allen; una serie di altri incidenti riguarda le relazioni di Tony Weller, padre di Sam, con la seconda moglie, la morte di questa e la sconfitta del pappalardo e beone Stiggins, pastore aggiunto della “Ebenezer Temperance Association”; un’altra serie illustra gli affari di Bert
Sawyer e Benjamin Allen, studenti di medicina e poi medici principianti.
Come ogni romanzo vittoriano che si rispetti, anche questo termina con matrimoni: della sorella di Allen, Arabel,
con Winkle, e di Emily Wardle con Snodgrass.
Mr Pickwick, con la sua severa concezione della vita, regge insieme questo complesso di episodi e di caratteri, ma la figura più originale è quella di Sam Weller, filosofo realista, contraltare all’idealismo pickwickiano, pratico ed esuberante di vitalità e di humour tipicamente inglese.
Tranne uno o due individui, come Mr. Wardle, residui dell’iniziale piano dell’opera, il resto dei personaggi sono varietà di furfanti, di ciarlatani o di eccentrici.
Eccentrici come Mr. Pott, o il geloso Mr. Magnus, o quel grottesco che è il Grassone; ciarlatani e bricconi come Stiggins, Jingle col suo fido Trotter, gli avvocati Dodson e Fogg; “snob” quali appaiono in quantità nella narrazione del soggiorno a Bath; caricature di medici (Allen e Sawyer) che sono più che scherzi maliziosi.
È tutto un mondo che si agita in questa fresca creazione giovanile di Dickens, contenente in nuce pressocché la sua opera futura, in una fluidità di contorni, retaggio della tradizione picaresca, che è più affascinante dei congegnati intrecci e dei caratteri più costruiti delle opere più mature.
Nel Pickwick Papers lo stile di Dickens, formatosi su Smollet e Fielding e su Lamb e Leigh Hunt, è già maturo; non vi è pagina in cui non brilli qualche suprema felicità di espressione, o che non rifletta nel suo stile i cangevoli umori dei personaggi.

Oliver Twist

Oliver TwistTra il 1837 e il 1838 vede la luce Oliver Twist, romanzo che ha per tema l’infanzia violata e che viene ambientato nei luridi e tetri bassifondi dell’East London, luogo infame di lavoratori portuali e considerato ai margini della civiltà dai benpensanti vittoriani e dagli aristocratici del West End.
Oliver Twist, nome dato ad un bambino di famiglia sconosciuta, nasce in un poverissimo riformatorio per orfanelli e viene cresciuto nelle tipiche, disumane e crudelissime condizioni cui erano esposti tutti i bambini di bassa estrazione sociale, sottoposto a vessazioni durissime da parte di Bumble, il bidello tiranno del riformatorio parrocchiale.
Dopo l’esperienza di un infelicissimo apprendistato, Oliver fugge dalla scuola parrocchiale, raggiunge Londra e cade nelle mani di una banda di ladruncoli, a capo della quale vi è il vecchio Jew Fagin, alle cui dipendenze lavorano lo scassinatore Bill Sikes, la sua padrona Nancy, e il cosiddetto The Artful Dodger, un giovane borseggiatore abile, scaltro e imprudente.
La banda mette in atto ogni sforzo e tentativo nel convertire Oliver in un ladro e, sebbene temporaneamente salvato dal magnanimo Mr. Brownlow, viene rapito dal pericoloso gang, il cui interesse nel rilascio del disgraziato fanciullo è accresciuto altresì dalle offerte di un personaggio sinistro, un certo Monks, che nutre un interesse perverso nei confronti di Oliver.
Oliver viene scelto per accompagnare le spedizioni di furti e svaligiamenti del truce Bill Sikes, nel corso delle quali riceve una ferita d’arma da fuoco.
In seguito a ciò, cade nelle mani benevolenti di Mrs Maylie e della sua protetta Rose, dalle quali viene trattato, cresciuto ed educato con raffinata gentilezza.
Dopo un po’ di tempo, Nancy, che sta sviluppando intanto qualche tratto positivo di riscatto sociale, rivela a Rose che Monks è perfettamente conscio delle origini di Oliver e desidera distruggerlo rendendo pubbliche le prove a suo carico; nel frattempo nasce anche una relazione tra Oliver e la stessa Rose.
Viene messa in piedi un’indagine. Nel corso di essa l’azione di Nancy viene scoperta dalla banda, e la ragazza viene
brutalmente assassinata da Bill Sikes.
Si procede con la pubblica caccia all’assassino; Sikes,  cercando una via di fuga, si impicca, il resto della banda viene catturato e Fagin giustiziato.
Monks, minacciato di pubblica esposizione alla polizia, confessa ciò che rimane ancora celato e sconosciuto.
Egli è mezzo fratello di Oliver e il suo unico disegno perverso, non riuscito, è stato la rovina economica e morale del povero fanciullo, con il desiderio di sottrargli tutte le fortune derivantegli dalla proprietà del padre.
Si viene inoltre a sapere che Rose è la sorella della sfortunata madre di Oliver.
Monks emigra e muore in prigione, il bidello Bumble finisce la sua carriera nel riformatorio dei bambini sui quali aveva esercitato i suoi crudeli poteri, mentre Oliver, adottato da Mr. Brownlow, può finalmente godere di un’accurata
educazione borghese e coronare il suo sogno, disperatamente inseguito, di una esistenza serena e felice.

Dickens, risentito delle insinuazioni che il suo romanzo incitasse potenzialmente alla criminalità infantile, nella prefazione alla terza edizione di Oliver Twist (1841) si dissociò sensibilmente dalle popolari Newgate novels di quel periodo, i cui principali rappresentanti furono Ainsworth e Bulwer-Lytton.
La popolarità e il successo di Oliver Twist, con i suoi temi “vittoriani” del riscatto sociale e morale della gioventù, ha anche incontrato il clamoroso successo di oscar cinematografico con la produzione dell’omonimo musical da parte della Columbia Pictures nel 1968.
La parabola esistenziale di Oliver, magistralmente interpretato da un giovanissimo e talentuoso Mark Lester, trova in questo musical una tale espressività brillante e convincente da renderlo quasi un eroe immortale della letteratura e della immaginazione collettiva.
Vincitore di ben 6 Academy Awards, Oliver Twist, diretto da Carol Reed, è una commovente e toccante
rivisitazione della vita dell’infelice orfanello e riesce a toccare le intime fibre del cuore con le straordinarie canzoni “Consider Yourself”, “Where Is Love?” e “As Long As He Needs Me”.
Storia edificante di appartenenza e riscatto, di amore negato e amore ritrovato, Oliver Twist vive di un intimo rapporto dialettico con quella Londra “sudicia” dei “warf” di legno tra Bermondsey e Whapping, ritornati oggi a nuova vita con la conversione in eleganti pub e ristoranti, ove ancora si servono i caldi e croccanti fish and chips avvolti nella carta da giornale, a ricordo di quei tempi infelici e durissimi.

 

David Copperfield

Dickens e David CopperfieldPubblicato nel 1849-50, David Copperfield, che fu preferito da Dickens a tutti gli altri suoi libri, adombra circostanze autobiografiche nell’odissea del protagonista narrata in prima persona.
I primi capitoli, che sono tra le cose migliori del romanziere, ci presentano David in compagnia della madre adorata, una creatura dolce, ma debole e vanitosa, e della bizzarra Claire Peggotty, brusca di maniere ma piena di tenero affetto.
L’idillio è rotto dal matrimonio della giovane vedova con Mr. Murdstone, un crudele che ha assunto una maschera di virile fermezza; costui, spalleggiato dalla sua degna sorella, causa la prematura fine dell’ingenua sposa.
Le impressioni del bimbo, che non sa raccapezzarsi nel nuovo ambiente, muto di terrore e assetato di tenerezza, sono rese magistralmente dalla penna di Dickens.
Il patrigno manda David riottoso a scuola, dove subisce i maltrattamenti del tirannico maestro Creakle,
concepisce sconfinata ammirazione per il compagno Steerforth, un giovane affascinante che dovrà più tardi deluderlo, e fa amicizia col buon Traddles, l’ottimista il cui passatempo favorito consiste nel disegnare scheletri.
David è poi condannato dal patrigno a un lavoro servile nel magazzino di Murdstone & Grinby a Londra, e vive una vita di miseria materiale e morale – riflesso di quella del Dickens giovinetto nella fabbrica di lucido da scarpe – confortato dall’amicizia di Mr. Micawber e della sua famiglia.
Mr. Micawber è una delle immortali creazioni di Dickens, squattrinato commesso viaggiatore che drammatizza in modo pittoresco i casi della sua vita.
David fugge da Londra a Dover a piedi, e arriva estenuato alla villetta della zia Bettina Trotwood, un’eccentrica che si
era disinteressata di lui alla nascita perché avrebbe voluto invece una bambina.
Ospite della zia è anche un dolce maniaco, il povero Mr. Dick, che non riesce mai a condurre a fine un promemoria relativo ai suoi affari perché ossessionato dalla testa di Carlo I.
David continua la sua educazione a Canterbury, nella casa dell’avvocato di Miss Trotwood, Mr. Wickfield, la cui assennata e dolce figliola Agnes eserciterà poi grande infuenza sulla sua vita; poi va a far pratica presso Mr. Spenlow, dello studio legale Spenlow & Jorkins, coppia divenuta proverbialee per il sistema di Spenlow di attribuire le sue dure azioni al socio, un uomo di paglia.

David ritrova Steeeforth e lo presenta alla famiglia della sua antica nutrice Claire Peggotty e la serie di sciagure causate alla povera famiglia di pescatori dallo spregiudicato compagno di David è un romanzo dentro il romanzo, pieno di incidenti drammatici e pericolosi, fino al naufragio, in cui il seduttore Steerforth perisce con il fidanzato
di Emily da lui sedotta, mentre questi rischiava la sua vita per salvarlo.
David cieco all’affetto di Agnes Wickfield, sposa Dora Spenlow, una graziosa schioccherella, e si eleva a poco a poco
alla fama letteraria; l’idillio di David con Dora è descritto poeticamente, ma non senza tratti di delicato umorismo; dopo qualche anno, Dora muore, e David, dapprima sconsolato, scopre finalmente l’errore che ha fatto nel trascurare Agnes.
Il padre di questa è caduto nelle mani di un furfante ipocrita, il factotum Uria Heep dal viso cadaverico e dalle mani appiccicose, che amministra il suo patrimonio e aspira alla mano di Agnes.
Le malefatte di questo mascalzone sono smascherate da Micawber, divenuto suo scrivano, e da Traddles, che riappare come avvocato.
E tutto si conclude per il meglio: Heep è condannato per falso e appropriazione indebita, Copperfield sposa Agnes, Mr. Micawber, sistemati finalmente i debiti, si adagia in un’onorata vita di magistrato coloniale.

Il romanzo, considerato giustamente il capolavoro di Dickens, illustra i suoi pregi (vivacità di personaggi
e macchiette) e i suoi difetti (intrecci melodrammatici, sentimentalismo), che qui si fondono in un mirabile e complesso quadro, illuminato dal calore autobiografico.

Gaetano Algozino London, Kidbrooke Village 21-07-2020

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