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Charlie Chaplin

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Charlie Chaplin, il monello triste che ha fatto sorridere generazioni di persone

In tanti abbiamo sorriso guardando le commedie di Charlie Chaplin in bianco e nero; Charlot, un personaggio particolare a dir poco, , elegante nei suoi poveri abiti e dalle movenze impacciate.
Un fascino di altri tempi che abbiamo amato incondizionatamente per via delle sue espressioni mai banali e sempre ricche di un significato profondo.
Abbiamo sorriso e ci siamo commossi fino alle lacrime guardando i suoi film.
Un linguaggio “umano” che mai ha avuto bisogno di essere tradotto, fatto di segni universali e quindi sempre attuale nello spazio e nel tempo di ieri, oggi e domani.

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. – Charlie Chaplin

La Vita di Charlie Chaplin

Charlie Chaplin è nato il 16 aprile 1889 a Londra ed è stato regista, attore, compositore, comico, produttore britannico e autore di oltre 90 film, conosciuti in tutto il mondo e influenti per il cinema del XX secolo.
È cresciuto in un quartiere povero di Londra, quello di Kennington a sud del Tamigi (ancora oggi esiste la sua casa), Suo padre era un guitto da music-hall ed è morto quando Charlie Chaplin aveva solo 5 anni.
La madre di origine ebraica cantava e recitava presso il teatro di Aldershot e per non lasciare solo il figlio, lo portava sempre con sé.
La madre soffriva di laringite e una sera, mentre stava cantando, all’improvviso perse la voce; il pubblico iniziò a
fischiare e a tirare oggetti sul palcoscenico; il proprietario del locale per cercare di rimediare, prese per mano Charlie (che allora aveva sei anni) e lo portò sul palcoscenico.
Egli, in un primo momento sbalordito, iniziò a cantare una canzone popolare; tutto il pubblico incominciò ad acclamare il piccolino, applaudendo e lanciando monetine sul palcoscenico.
Dopo aver finito di cantare Charlie, prima di proseguire con lo spettacolo, iniziò a raccogliere le monetine con molta naturalezza e il pubblico a quella scena, scoppiò in una grande risata.
Da quel momento, nasce la carriera artistica di Charlie Chaplin.
Divenuto adulto, egli ha anche nel frattempo una vita privata molto intensa:
si sposa quattro volte, nel 1918 con Mildred Harris, nel 1924 con Lila Grey, nel 1936 con Paulette Goddard e nel 1943 con Oona O’Neill; ha dieci figli ufficiali, dei quali otto avuti con la sua ultima moglie.

Charlot
Charlie Chaplin interpreta Charlot

La Carriera di Charlie Chaplin in arte Charlot

Fra il 1906 ed il 1907 inizia a lavorare presso il Circo di Casey, dove si afferma come fantasista negli spettacoli itineranti di Fred Karno.
A Hollywood, Chaplin viene notato da Sennet, il direttore della Keystone; inizia così a girare le prime comiche.
Nel 1914, durante uno dei suoi spettacoli in cui interpreta un donnaiolo perdigiorno, crea il personaggio che lo renderà famoso in tutto il mondo,
Charlot. Si tratta di un tenerissimo vagabondo emarginato dalla società, che ha una dignità particolare e sensibile, con tratti somatici unici e inconfondibili.
Charlot ha una giacca stretta e rovinata, i pantaloni molto larghi, le scarpe più grandi dei suoi piedi, la bombetta e un bastone di bambù.
Non ha nessuno ed è sempre destinato al fallimento, il classico perdente, ma nello stesso tempo riesce a fronteggiare con una certa dignità la vita crudele e, con un timido orgoglio, la società che lo emargina.
L’espressività di Charlot è la forza di questo personaggio, con i suoi occhi scuri profondi e tristi, ma anche pungenti e ironici, che parlano sopra due piccoli baffetti neri.
Dopo l’undicesimo film, Chaplin diventa regista di se stesso e passa tutta la sua carriera nel perfezionare il personaggio di Charlot.
Nel 1919, insieme a David Wark Griffith, Douglas Fairbanks e Mary Pickford, fonda la United Artist.
Durante gli anni venti diminuisce la quantità di film, ma aumenta la qualità delle suo opere cinematografiche, come ad esempio: “La febbre dell’oro”, “Il circo”, “La donna di Parigi“, “Il grande dittatore”, “tempi moderni“, “il Monello” e tantissimi altri.
In tutti questi anni Charlie Chaplin, riesce a realizzare opere cinematografiche davvero uniche e soprattutto immortali.

Frasi celebri di Charlie Chaplin

Il pensiero di una persona ne determina la grandezza; il pensiero riportato in parole  ci fanno capire quanto Charlie Chaplin fosse una persona sensibile, un po come Charlot, il suo personaggio che per sempre rimarrà nella storia del cinema.

“Dovrai sempre subire delle critiche!
Di te parleranno male!
Difficile ti sarà incontrare qualcuno
a cui tu possa piacere così come sei!
E allora vivi, fai ciò che il cuor ti detta!
Paragona la vita ad un opera di teatro
senza prove iniziali!
Balla, canta, ridi, vivendo intensamente
ogni giorno, ogni attimo della tua vita,
prima che l’opera finisca senza applausi…!”
— Charlie Chaplin

Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un
senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell’umanità nel suo complesso.
Io sono un cittadino del mondo.
— Charlie Chaplin

Il ridicolo è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e
alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.
— Charlie Chaplin

frasi celebri di Charlie Chaplin

Sorridi
Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
Sorridi, anche se si sta spezzando
Quando ci sono nuvole nel cielo,
“Non ci penserai”
Se sorridi
Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
Sorridi e forse domani
vedrai il sole levarsi e splendere Per te.
Illumina il tuo volto con la gioia
Nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima
potrebbe essere sempre così vicina
Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
Sorridi, che senso ha piangere?
Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
Se solo sorridi.
— Charlie Chaplin

Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per
volerle bene, una parola per ferirla, ma poi tutta una vita per dimenticarla!
— Charlie Chaplin

“Com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama “rispetto”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama “maturità”…
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre e in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama “sincerità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso… all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”… ma oggi so che questo è “amore di sé”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione.
E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità”.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione”. Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di “saggezza interiore”.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che tutto questo è “la vita”.  Charlie Chaplin.

i film di Charlie Chaplin

Nel 1929 il sonoro ha ormai sostituito il muto. Tuttavia, Chaplin tenta ancora di proporre la sua pantomima.
Nel 1931 l’attore girerà “Luci della città“, un film sempre muto però accompagnato dalla musica con la prima donna
Virginia Cherrill. Sempre nel 1931 Chaplin riceverà la Legione d’onore francese.
E sempre in quell’anno girerà come attore e regista “Tempi moderni“, ancora un capolavoro del cinema muto e ultimo film in cui compare come Charlot.
Il primo film di Chaplin, completamente sonoro, viene girato nel 1940 ed è “Il grande dittatore” in cui l’attore interpreta due personaggi: quello del dittatore ispirato a Hitler e quello di un barbiere ebreo perseguitato dai nazisti.
Nonostante le apparenze il film è comico e verrà distribuito negli Stati Uniti poco prima della Seconda guerra mondiale. È una sfida a Hitler, suo coetaneo. La sua imitazione è perfetta.
Da ricordare una scena veramente esilarante in cui il dittatore danza con un mappamondo accompagnato dalla
musica di Wagner.
Contemporaneamente il rapporto sentimentale con la sua terza moglie Paulette Goddard, splendida protagonista del film, finirà nel divorzio.
La notizia della morte del suo migliore amico, Douglas Fairbanks, che lo raggiunge durante la lavorazione del film, lo lascia sconvolto, tanto che sospenderà la sua attività cinematografica per sette anni.
Nel 1946 sposa Ona O’Neill. Metteranno al mondo otto figli, tre nati negli Stati Uniti e cinque in Svizzera.
Nel 1947 esce “Monsieur Verdoux” che si ispira alla storia di Landru, soggetto di Orson Welles.
Chaplin non ha mai dichiarato le sue idee politiche. Tuttavia, in alcuni suoi film, ad esempio “Tempi moderni”, tratta della vita disagiata dei lavoratori, dei poveri, di coloro che sono emarginati ed evidenzia al riguardo le contraddizioni della società americana.
Pur vivendo da tanti anni negli Stati Uniti non ha mai chiesto la cittadinanza americana anche se ha sempre pagato le tasse in quello stato.
Con l’uscita di “Monsieur Verdoux” viene accusato pubblicamente di filocomunismo.
Nel 1949 è il senatore americano Mc Carthy a puntare il dito contro di lui.
Charlie Chaplin, di fronte a quelle accuse, si dice stanco di dover ribadire sempre che quelle accuse non hanno fondamento.
Nel 1951 gira il suo ultimo film prodotto negli Stati Uniti: “Luci della ribalta“, praticamente un film di addio…
Nel 1952 Chaplin e la sua famiglia si imbarcano per una vacanza in Europa.
Durante il viaggio il ministro della giustizia americano dispone con un decreto che a Chaplin, come cittadino inglese, non è permesso di rientrare in America.
Dovrà convincere i funzionari dell’immigrazione che egli è persona idonea al riguardo.
A questo punto Chaplin decide di stabilirsi in Europa e precisamente in Svizzera.
Un re a New York” viene girato nel 1957, in esso recita assieme al figlio Michael.
Nel 1964 scrive un’autobiografia.
Nel 1966 produce l ‘ultimo film da regista, “La contessa di Hong Kong“, l’unico a colori, dove compaiono due grandi attori del cinema mondiale: Marlon Brando e Sophia Loren.
Produrrà nella versione sonora alcuni suoi capolavori del muto.
Nel 1972 ritornerà negli Stati Uniti per ritirare il secondo Oscar dedicato alla carriera.
Riceverà una lunga ovazione e, nel 1973, ancora un Oscar per la migliore colonna sonora del film “Luci della ribalta“.
Nel 1975, superate dalla parte politica inglese e dalla corona le presunte sue simpatie comuniste, Chaplin viene nominato Cavaliere di Sua Maestà direttamente dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra.
Chaplin Chaplin morirà in Svizzera il giorno di Natale del 1977.
Il suo corpo tre mesi dopo verrà trafugato per estorsione, ma la moglie non pagherà alcun denaro e il corpo verrà  ritrovato.
Hollywood lo ha classificato al decimo posto tra i 25 migliori attori più famosi della storia del cinema.

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