Londinesi Famosi

Lady Diana

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Lady Diana Spencer, la principessa triste che diventa la Regina di cuori

Si è scritto di tutto e di più sulla vita e la morte della Principessa Diana Spencer.
E questo perché ella ha acquisito, forse suo malgrado, una fama per molti, soprattutto a corte, insospettabile.

E dalla fama durante la vita il passo al mito dopo la morte è breve, soprattutto quando quest’ultima è arrivata in maniera tragica all’apice della felicità di Diana.
La vita di Lady Diana è stata incastonata oltre che dalla corona, anche da tutta una serie di negatività che ne hanno condizionato l’esistenza fino a poco tempo prima della sua scomparsa.
Ha attraversato profondi momenti di solitudine e di tristezza che hanno portato alla depressione, alla bulimia e all’anoressia.
È stata chiamata la principessa triste per via del suo sguardo timido e infelice.
La sua vita di corte è stata condizionata dalla durezza e dalla scarsa considerazione che i reali avevano nei suoi confronti; ha resistito alla storia parallela di Carlo con Camilla, adattandosi lei stessa a tanti amori nascosti.

Nonostante ciò è stata adottata dal popolo inglese e ha acquisito fama internazionale con migliaia di fans in tutto il mondo. Il suo matrimonio, il 29 Luglio 1981, nella Cattedrale di St Paul e il suo funerale nell’ Abbazia di Westminster,  il 6 Settembre 1997, sono stati grandi fenomeni mediatici con più di 2 miliardi e mezzo di telespettatori e migliaia di persone nelle strade di Londra.

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Come tutti coloro che, conosciuti e famosi al grande pubblico, hanno perso la vita in modo tragico e denso di interrogativi, anche Lady Diana è diventata un mito degli anni 2000.
A Londra si possono vedere i luoghi dove ha vissuto, l’appartamento di Coleherm Court  a Earls Court, dove ha convissuto con altre studentesse, l’ asilo dove lavorava a Pimlico, i luoghi frequentati e perfino i caffè e i ristoranti dove Diana Spencer incontrava segretamente i suoi amanti.
Oppure si può visitare il palazzo di Kensington dove ha abitato dopo il divorzio.
Kensington Palace già tristemente famoso perché abitato in passato dalla principessa Sophia che, innamoratasi perdutamente ebbe dal suo scudiero un figlio, dichiarato subito illegittimo dalla corte.
Abbandonata dall’amante, la principessa Sophia si ritirò nella sua solitudine, passando il tempo a filare o a ricamare, fino a diventare cieca.
Si dice che ancora oggi, tra le belle stanze del Kensington Palace si senta il rumore del telaio che fila e si veda di tanto in tanto il fantasma di Sophia.
Altro luogo dove il ricordo di Lady Diana è tenuto vivo, è il sacrario che Mohamed al Fayed ha eretto al piano interrato dei magazzini Harrod’s, dove qualche tempo prima sembrerebbe sia nata la storia d’amore tra la principessa Diana e Dodi Al Fayed.
Dell’ idillio e della felicità degli ultimi momenti passati insieme al suo amato Dodi si è già detto tutto!
Fino ad arrivare al 31 agosto del 1997, dopo qualche giorno trascorso in Costa Smeralda, e ampliamente documentato dai paparazzi sempre più ingombranti.

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Quella sera, studiato un piano per non farsi inseguire dai fotografi, dopo aver cenato al Ritz, e, sembrerebbe con in mano l’anello di fidanzamento appena comprato da Dodi per 170.000 euro, sulla Mercedes salgono in quattro.
Al posto di guida c’è Enry Paul, accanto a lui la guardia del corpo di Dodi, Trevor rees-Jones, l’unico che allaccerà la cintura e che uscirà vivo dal terribile schianto.
Dodi siede dietro l’autista e Diana al suo fianco.
Un funzionario del Ritz affermerebbe che l’autista appariva chiaramente eccitato e ubriaco; altri dicono che sarebbe stato completamente sobrio, compreso l’unico sopravvissuto; dalle analisi risulterebbe un tasso alcolico nel sangue
tre volte superiore a quello consentito.
Alcuni dicono che le analisi fossero contraffate, che avrebbero introdotto un dispositivo esplosivo sul volante, che
nello stesso volante fosse presente una sostanza velenosa e che i freni dell’auto fossero manomessi…

Sta di fatto che l’auto, seguita da vari fotografi in moto o in macchina, si sarebbe schiantata a una velocità intorno ai 150 km orari. Dodi e l’autista muoiono sul colpo.
La guardia del corpo riporta una serie di ferite gravissime.
Lady Diana presente numerose fratture e tagli e una gravissima ferita interna con uno strappo nella vena polmonare, con forte emorragia.
Soccorsa e operata in ambulanza viene rianimata fino all’intervento in sala operatoria, durato diverse ore.
Diana Spencer viene dichiarata deceduta alle 04:05 del 31 agosto 1997. con i primi dispacci delle agenzie di stampa “Diana è morta”.
Sembrerebbe che Carlo, nell’apprendere la notizia dal console inglese, abbia urlato senza riuscire a trattenere il dolore e che anche per questo sarebbe stato criticato dalla madre; c’è stata anche una rottura in seno alla corte tra
Carlo e i figli di Lady Diana schierati contro la regina perché si esponesse la bandiera a mezz’asta a Buckingham Palace.

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La Regina Elisabetta riteneva infatti che Diana non era degna di questo riconoscimento, fino a dover cedere e a capire quanto ella fosse entrata nei cuori della gente.
Il funerale fu qualcosa di indescrivibilmente commovente; Si ricordano le centinaia di migliaia di persone assiepate lungo il percorso del corteo funebre a Londra; i fiori, i bigliettini, le poesie, gli orsacchiotti; si ricorda il lento incedere dei principini costretti a tenersi dentro il grande dolore per necessità di corte.
Si ricordano le lacrime versate da centinaia di milioni di telespettatori e le condoglianze arrivate da ogni parte del mondo.
Tutto il resto continua a rimanere un mistero che solo le generazioni future potranno svelare, rileggendo la storia dei nostri giorni.
Il corpo della principessa Diana viene sepolto in un minuscolo isolotto al centro di un laghetto ovale che abbellisce la sua casa ad Althorp Park, a circa 130 chilometri a nord-ovest di Londra.

 

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