Letteratura inglese

Joseph Conrad

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Joseph Conrad: Esplorando mari, mondi e abissi.

Forse dovremmo esser un po’ candidamente sorpresi che uno dei più raffinati esponenti della lingua inglese fu un polacco, che non parlò l’inglese fino a vent’anni compiuti.
In effetti, Joseph Conrad apportò alla sua lingua adottiva, nonché a tutta la cultura inglese, un senso di profonda stranezza e stravaganza che mancava alla tarda età vittoriana.
Durante la sua vita Conrad fu ammirato per la ricchezza della sua prosa e le sue interpretazioni della vita pericolosa in mare e in luoghi esotici.
Ma la sua reputazione iniziale di magistrale narratore di colorate avventure marine, mascherava il suo fascino nascosto per l’individuo di fronte all’invariabile indifferenza della natura, alla malvagità dell’uomo e alle sue battaglie interiori con il bene e il male.

Joseph Conrad: Infanzia e giovinezza

Józef Teodor Konrad Korzeniowski, nome originale di Joseph Conrad, nacque il 3 dicembre
1857 a Berdichev, Ucraina, allora parte dell’Impero russo.
Conrad Il padre, Apollo Nalęcz Korzeniowski, poeta e ardente patriota polacco, fu uno degli organizzatori del comitato che nel 1863 organizzò l’insurrezione polacca contro il dominio russo.
Fu arrestato alla fine del 1861 e mandato in esilio a Vologda, nel nord della Russia.
Sua moglie e il figlio Joseph di quattro anni lo seguirono lì, e il clima rigido affrettò la morte della moglie per tubercolosi nel 1865.
In A Personal Record Conrad riferisce che la sua prima introduzione alla lingua inglese fu all’età di otto anni, quando suo padre traduceva le opere di Shakespeare e Victor Hugo per sostenere la famiglia.
In quegli anni solitari con suo padre lesse le opere di Walter Scott, James Fenimore Cooper, Charles Dickens e William Makepeace Thackeray in polacco e francese.
Apollo si ammalò di tubercolosi e morì a Cracovia nel 1869.
La responsabilità del ragazzo fu assunta dallo zio materno, Tadeusz Bobrowski, un avvocato, che fornì a suo nipote consigli, ammonimenti, aiuto finanziario e, soprattutto, tanto amore.
Mandò Conrad a scuola a Cracovia e poi in Svizzera, ma il ragazzo non mostrava alcun interesse per la scuola desiderando ardentemente andare per mare.
Nel 1874 Conrad partì per Marsiglia con l’intenzione di avventurarsi in mare.

La vita in mare

Bobrowski concesse al giovane Joseph un’indennità di 2.000 franchi annui e lo mise in contatto con un mercante di nome Delestang, sulle cui navi Conrad navigava nel servizio mercantile francese.
Intraprese il suo primo viaggio, sul Monte Bianco in Martinica, come passeggero, mentre nel viaggio seguente salpò come apprendista.
Nel luglio 1876 salpò di nuovo per le Indie occidentali, come steward sul Saint-Antoine.
Pare che in questo viaggio Conrad avesse preso parte a qualche impresa illegale, probabilmente un traffico d’armi, e avesse navigato lungo la costa del Venezuela, i cui ricordi sarebbero stati riportati nel romanzo Nostromo.
Il primo ufficiale della nave, un corso di nome Dominic Cervoni, fu il modello per l’eroe di quel romanzo e svolse un ruolo pittoresco nella vita e nell’opera di Conrad.
Al suo ritorno a Marsiglia, Conrad fu pesantemente invischiato in debiti e tentò senza successo di suicidarsi. In qualità di marinaio nella marina mercantile francese era soggetto alla coscrizione quando divenne maggiorenne, sicché, dopo la sua guarigione nell’aprile 1878, fu costretto a sottoscrivere un contratto di marinaio su una nave mercantile britannica diretta a Costantinopoli con un carico di carbone.
Dopo il viaggio di ritorno, la sua nave lo sbarcò a Lowestoft, in Inghilterra, nel giugno 1878.
Fu il suo primo approdo in terra inglese, e in quel periodo Conrad balbettava appena poche parole di quella lingua di cui sarebbe diventato un maestro riconosciuto.
Rimase in Inghilterra e nell’ottobre 1879 si imbarcò come un normale marinaio a bordo di un tagliatore di lana sulla rotta Londra-Sydney.
Conrad fu in servizio nella marina mercantile britannica per sedici anni.
Nel giugno 1880 superò l’esame di secondo ufficiale e nell’aprile 1881 si unì alla flotta della Palestina, una superba nave mercantile di 425 tonnellate.
Questa decisione si rivelò un evento di capitale importante nella sua vita.
Infatti lo portò in Estremo Oriente per la prima volta, in quello che si rivelò un viaggio continuamente travagliato e che gli avrebbe fornito un notevole materiale letterario.
Assalita dalle tempeste, speronata accidentalmente da un piroscafo e abbandonata da una parte considerevole del suo equipaggio, la Palestina riuscì tuttavia ad arrivare fino alle Indie orientali quando il suo carico di carbone prese fuoco e l’equipaggio dovette prendere le scialuppe di salvataggio.
Lo sbarco iniziale di Conrad in Oriente, su un’isola al largo di Sumatra, avvenne solo dopo un viaggio di 13 ore e mezza su una barca aperta.
Nel racconto breve Youth (Gioventù), 1898, lo scrittore raccolse e riorganizzò con lievi modifiche le sue esperienze sulla Palestina, straordinaria narrazione del primo comando di un giovane ufficiale.
Tornò a Londra su un piroscafo passeggeri e nel settembre 1883 si imbarcò come ufficiale sulla Riversdale, lasciandola a Madras per unirsi poi al Narciso a Bombay.
Questo viaggio gli fornì materiale per il suo romanzo The Nigger of the Narcissus (Il Negro del Narciso), la storia del deterioramento e della morte di un marinaio nero egocentrico a bordo della nave.
Più o meno in questo periodo Conrad iniziò a scrivere le sue prime lettere conosciute in lingua inglese. Durante i viaggi successivi Conrad studiò per il diploma di primo ufficiale e nel 1886 si verificarono due eventi notevoli: divenne suddito britannico in agosto e tre mesi dopo ottenne il certificato di maestro di
marinaio.
Nel febbraio 1887 salpò come primo ufficiale nella Highland Forest, diretto a Semarang, Java.
Il suo capitano fu John McWhirr, che in seguito immortalò con lo stesso nome dell’eroico e privo di fantasia capitano del piroscafo Nan Shan in Typhoon.
Quindi si unì alla Vidar, una nave a vapore di proprietà locale che commerciava tra le isole dell’arcipelago del sud-est asiatico.
Durante i cinque o sei viaggi che fece in quattro mesi e mezzo, Conrad scoprì ed esplorò il mondo che avrebbe ricreato nei suoi primi romanzi, Almayer’s Folly, An Outcast of the Islands e Lord Jim, oltre a diversi
storie brevi.
Dopo aver lasciato il Vidar Conrad ottenne inaspettatamente il suo primo comando, sull’Otago, salpando da Bangkok, esperienza che gli avrebbe fornito materiale per le sue storie The Shadow-Line e Falk.
Il capitano Conrad aveva rilevato l’Otago in circostanze alquanto sfavorevoli.
Il comandante capo della nave era morto durante la lunga traversata, e quando la nave raggiunse Singapore, un viaggio di 800 miglia (1.300 km) che impiegò tre settimane a causa della mancanza di vento, l’intera compagnia della nave, tranne Conrad e il cuoco, era a terra con la febbre.
Conrad scoprì poi con suo sgomento che il suo predecessore aveva venduto quasi tutte le scorte di chinino della nave.

La carriera letteraria di Conrad: opere, stili e temi

Tornato a Londra nell’estate del 1889, Conrad prese una stanza vicino al Tamigi e, in attesa
di un comando, iniziò a scrivere La follia di Almayer.
Tuttavia la serena vita di scrittore di città, che non si confaceva allo spirito avventuroso e inquieto di Conrad, venne interrotta dalla più strana e probabilmente dalla più importante delle sue avventure.
Da bambino in Polonia, aveva puntato il dito sul centro della mappa dell’Africa esclamando: “Quando sarò grande ci andrò!”. Nel 1889 il Congo Free State aveva quattro anni come entità politica, ed era già noto come sfera di sfruttamento imperialistico.
Il sogno d’infanzia di Conrad prese dunque una forma e si concretizzò nell’ambizione di comandare un battello a vapore sul fiume Congo. Sfruttando al massimo tutte la sue amicizie influenti, si recò a Bruxelles e ivi si assicurò un appuntamento per organizzare il viaggio in Congo.
Ciò che vide, fece e sperimentò in Congo fu poi ampiamente trascritto in Heart of Darkness (Cuore di Tenebra), la sua storia più famosa, più bella ed enigmatica, il cui titolo rimanda non solo al cuore dell’Africa, il continente oscuro, ma anche il cuore del male – tutto ciò che è corrotto, nichilista, maligno – e forse il cuore stesso dell’uomo.
La storia è centrale per la visione letteraria di Conrad, ed è difficile non pensare alle sue esperienze in Congo come traumatiche.
Forse esagerò un poco quando disse: “Prima del Congo ero un semplice animale”, ma in un senso reale il grido di Kurtz morente: “L’orrore! L’orrore!” era i grido stesso di Conrad.
In Congo Conrad subì shock psicologici, spirituali, persino metafisici, e anche la sua salute fisica fu danneggiata.
Per il resto della sua vita sarebbe stato tormentato da febbre e gotta ricorrenti.
Conrad rimase in Congo per quattro mesi, e ritornò in Inghilterra nel gennaio 1891.
Fece molti altri viaggi come primo ufficiale, ma nel 1894, quando il suo tutore Tadeusz Bobrowski morì, si concluse anche la sua avventurosa vita di ufficiale marittimo.
Nella primavera del 1894 Conrad inviò Almayer’s Folly all’editore londinese Fisher Unwin, e il libro fu pubblicato nell’aprile 1895. Fu come autore di questo romanzo che Conrad adottò il nome con cui è conosciuto: aveva imparato da una lunga esperienza che il nome Korzeniowski suonava impronunciabile su labbra britanniche. Il lettore di manoscritti di Unwin, il critico Edward Garnett, esortò Conrad a iniziare un secondo romanzo, e così Almayer’s Folly fu seguito nel 1896 da An Outcast of the Islands, che ripete il tema di un personaggio sciocco e ciecamente superficiale che incontra le tragiche conseguenze dei suoi fallimenti in una regione tropicale lontana dalla compagnia dei suoi concittadini europei.
Questi due romanzi provocarono un’incomprensione del talento e degli scopi di Conrad, che lo avrebbe perseguitato per il resto della sua vita.
Ambientati nell’arcipelago malese, fecero subito di Conrad uno scrittore di racconti esotici, una reputazione che una serie di romanzi e racconti sul mare: Il negro del “Narciso” (1897), Lord Jim (1900), Gioventù (1902), Tifone (1902) e altri, sembravano solo confermare.
Ma le sue parole in “Narciso” danno la vera ragione della sua scelta di ambientazioni: “il problema. . . non è un problema di mare, è solo un problema sorto a bordo di una nave dove le condizioni di completo isolamento da tutti gli intrecci terrestri la fanno risaltare con una forza e una colorazione particolari”.
Questo è altrettanto vero per le altre sue opere; l’ultima parte di Lord Jim si svolge in un villaggio della giungla non perché i problemi emotivi e morali che interessano Conrad siano quelli peculiari dei villaggi della giungla, ma perché lì i sentimenti di colpa, responsabilità e insicurezza di Jim – sentimenti comuni all’umanità – si risolvono da soli con una logica e un’inevitabilità rafforzate dal suo isolamento.
È questa finalità altamente morale, piuttosto che il gusto per il bizzarro, che distingue il lavoro di Conrad da quello di molti romanzieri del XIX e dell’inizio del XX secolo.
Mentre questi si preoccupavano, per la maggior parte, di ampliare la portata del romanzo, di agire, secondo l’espressione di Balzac, come storici naturali della società, Conrad invece puntava al concetto di isolamento dell’individuo immerso negli abissi di una storia tragica, di cui è difficile trovare il bandolo della matassa.

Joseph Conrad e le sue opere Maggiori

Nel 1895 Conrad sposò la ventiduenne Jessie George, dalla quale ebbe due figli.
Da allora in poi risiedette principalmente nell’angolo sud-orientale dell’Inghilterra, dove la sua vita di autore fu
afflitta da cattive condizioni di salute, povertà e difficoltà di temperamento.
Cuore di Tenebra di ConradNon fu fino al 1910, dopo aver scritto quelli che ora sono considerati i suoi migliori romanzi: Lord Jim (1900), Nostromo (1904), L’agente segreto (1907) e Under Western Eyes (1911), che la sua situazione finanziaria divenne relativamente sicura.
Gli fu assegnata una pensione da lista civile di 100 sterline e il collezionista americano John Quinn iniziò ad acquistare i suoi manoscritti, a prezzi che ora sembrano ridicolmente bassi.
Il suo romanzo Chance fu serializzato con successo sul New York Herald nel 1912, e Victory, pubblicato nel 1915, non ebbe meno successo.
Sebbene ostacolato dai reumatismi, Conrad continuò a scrivere per i restanti anni della sua vita.
Nell’aprile 1924 rifiutò un’offerta di cavalierato dal primo ministro Ramsay MacDonald e morì poco dopo.
Ai suoi tempi Conrad venne lodato per il suo potere di rappresentare la vita in mare e ai tropici e per le qualità di “romanticismo” delle sue opere, una parola usata fondamentalmente per denotare il suo stile di prosa elaborato per lanciare una patina di illusorio splendore su eventi un po’ sordidi.

La sua reputazione diminuì dopo la sua morte e un rinnovato interesse per il suo lavoro in seguito
indirizzò l’attenzione su qualità e libri diversi da quelli che i suoi contemporanei avevano sottolineato.
Un resoconto dei temi di alcuni di questi romanzi può essere una traccia sicura su dove pongono
l’accento i critici moderni.
Nostromo (1904), una storia di rivoluzione, politica e manipolazione finanziaria in una repubblica sudamericana, si concentra, nonostante tutti i suoi incidenti ravvicinati, su un’idea: la corruzione dei personaggi da parte delle ambizioni che si prefiggono.
Un ruolo centrale assume la ricerca dell’argento, che costituisce la ricchezza della repubblica e che è il simbolo centrale attorno al quale è organizzato il romanzo.
Le ambizioni vanno dalla semplice avidità ai desideri idealistici di riforma e giustizia.
Tutto porta al disastro morale, e più nobile è l’ambizione, maggiore è il disgusto di sé del suo possessore quando si rende conto della sua situazione.
Heart of Darkness, ( Cuore di Tenebra) che segue da vicino gli eventi reali del viaggio di Conrad in Congo,
racconta il fascino del narratore per un misterioso uomo bianco, Kurtz, che, con la sua eloquenza e
personalità ipnotica, domina i brutali membri della tribù intorno a lui.
Pieno di disprezzo per gli avidi commercianti che sfruttano gli indigeni, il narratore non può negare il potere di questa figura del male che evoca qualcosa che si avvicina alla riluttante lealtà.
The Secret Agent (1907), un saggio sostenuto nell’ironia e uno dei migliori lavori di Conrad, tratta del mondo equivoco di anarchici, polizia, politici e agenti provocatori a Londra. Victory (1915) descrive i tentativi infruttuosi di un osservatore della vita distaccato e nichilista di proteggere se stesso e la sua sfortunata compagna dalle macchinazioni omicide di un trio di ladri su un’isola isolata.

La visione della vita di Conrad è davvero profondamente pessimista.
In ogni idealismo ci sono i semi della corruzione e gli uomini più onorevoli trovano i loro standard indiscussi del tutto inadeguati per difendersi dagli assalti del male.
È significativo che Conrad ripeta ancora situazioni in cui tali uomini sono obbligati ad ammettere una parentela emotiva con coloro che si aspettavano solo di disprezzare.
Questa visione quasi disperata guadagna gran parte della sua forza dalla sensazione che Conrad l’abbia accettata con riluttanza, piuttosto che con morboso piacere.

Influenza di Conrad nella Letterattura

L’influenza di Conrad sui romanzieri successivi è stata profonda, sia per le sue magistrali innovazioni tecniche sia per la visione dell’umanità espressa attraverso di esse.
È il romanziere dell’uomo in situazioni estreme. «Coloro che mi leggono» – scrive Conrad nella prefazione ad A Personal Record – «conoscono la mia convinzione che il mondo, il mondo temporale, si basi su poche
idee molto semplici; così semplici che devono essere vecchie come le colline. Si basa, in particolare,
tra l’altro, sull’idea di lealtà».
Per Conrad la lealtà (Fidelity) è la barriera che l’uomo erige contro il nulla, contro la corruzione, contro il male che è tutto intorno a lui, insidioso, in attesa di inghiottirlo, e che in un certo senso è dentro di lui non riconosciuto.
Ma cosa succede quando la fedeltà viene sommersa, la barriera abbattuta e il male esterno è riconosciuto dal male interiore? Al suo massimo grado di espressione, questo è il tema di Conrad.

Gaetano Algozino Leonforte (En) 13/02/2021

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