Letteratura inglese

David Herbert Lawrence

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DAVID HERBERT LAWRENCE (1885-1930) Il trionfo della vitalità. 

Vita e opere di D. H. Lawrence

Chi era Lawrence?
«Nel sepolcreto del Novecento, Lawrence ha alzato un monumento vegetale e
animale, un monumento corporeo, agitato dai venti e dalle acque, più fallo, più serpente
che monumento, all’amore per la vita che attraversa la morte».

Queste scultoree parole dello scrittore ligure Giuseppe Conte magistralmente situano David Herbert Lawrence
nel flusso creativo del novecento inglese ed europeo, mettendo in luce due caratteristiche ricorrenti della sua opera: scandalo e paradosso.

Lowrence
Ritratto di D.H. Lawrence, 1924

Così come nella sua vita, anche nella sua opera letteraria, Lawrence seppe scegliere i vantaggi delle
percezioni morali rispetto a quelle intellettuali e, a detta di Virginia Woolf, «non guardò mai al passato, o alle cose, come se fossero curiosità della psicologia umana, né fu interessato alla letteratura come letteratura».
David Herbert Lawrence nacque a Eastwood, non lontano da Notthingham, in Inghilterra, l’11 settembre 1885, quarto di cinque figli, tre maschi e due femmine.
La zona era caratterizzata, in quegli anni di sviluppo estremo della rivoluzione industriale e tecnologica, dallo sfruttamento delle miniere di carbone.
Il padre, Arthur, era minatore e l’esperienza giovanile di David Herbert fu estremamente importante nella
sua formazione intellettuale, specie per ciò che riguardò la condanna ricorrente nella sua opera dell’industrialismo e della tecnologia come grandi mali dell’età moderna ed elementi di corruzione e di alienazione.
La madre di Lawrence, Lydia Beardsall, era socialmente superiore al marito, appartenendo a una famiglia della borghesia di Notthingam: da giovane aveva esercitato l’insegnamento elementare.
La disparità di classe tra i genitori fu un altro elemento cruciale per lui, che assistette alla drammatica
disintegrazione del matrimonio e – come appare chiaramente da Figli e amanti – prese nettamente le parti della madre, salvo ad ammettere nell’epistolario di essere stato ingiusto con il padre, un individuo dal carattere estroverso, popolare tra i compagni di lavoro, ma certo intaccato nell’intimo dal durissimo lavoro.
Fino ai sedici anni Lawrence studiò a Notthingham grazie a una borsa vinta per merito, poi si impiegò in una ditta di articoli medici.
Era un lettore avidissimo, ma la salute cagionevole gli impedì di proseguire gli studi con regolarità.
Nel 1904 superò un esame necessario per insegnare, come la madre, nelle scuole elementari e nel 1906 si iscrisse al Notthingham University College.
Nell’autunno del 1908 ottenne un posto di insegnante a Croydon, alla periferia di Londra, ma nel marzo 1912 dovette dimettersi dopo essersi ammalato per la seconda volta di polmonite.
Il periodo trascorso a Croydon fu determinante per la genesi e la stesura di Contrabbando d’amore.
Nel frattempo Lawrence si era avvicinato al mondo letterario e nel 1909 la “English Review, diretta da Ford Maddox Ford, scrittore, amico e collaboratore di Joseph Conrad, critico e geniale scopritore di talenti (tra i quali, a suo tempo, Ernest Hemingway), gli aveva pubblicato delle poesie.
Grazie all’autorevole aiuto di Ford, nel 1911 l’editore Heinemann diede alle stampe il primo romanzo di Lawrence, The White Peacock (Il pavone bianco).
Nel 1910 era morta di cancro la madre e Lawrence era uscito sconvolto dalla perdita.
Nel 1912 venne pubblicato The Trespasser (Contrabbando d’amore), dopo non poche vicissitudini.
Nello stesso anno Lawrence conobbe Frieda von Richtofen, figlia di un barone tedesco, moglie di un suo professore a Notthingham, madre di tre figli. Nacque una relazione assai intensa, culminata nel matrimonio nel 1914, dopo che
Frieda aveva ottenuto il divorzio, e che vide i due prima a Monaco di Baviera, poi nel Tirolo, sul lago di Garda, nel Kent, dove Lawrence e Frieda, ospiti dei Garnett, una famiglia di noti letterati e scrittori, incontrarono Henry James e Joseph Conrad, mentre strinsero rapporti assai stretti con Katherine Mansfield e il marito, il critico letterario
John Middleton Murry.

Lady Chatterley's Lover
Connie allo specchio, dal film “Lady Chatterley’s Lover” del 1956

Frieda esercitò una considerevole influenza sul piano umano, con il suo carattere assai forte, persino aggressivo, e intellettuale: a lei si dovette probabilmente lo stimolo all’interesse di Lawrence per Freud e la psicanalisi.
Nel 1913 apparve Sons and Lovers (Figlie e amanti), uno dei libri capitali di Lawrence e forse tuttora il più popolare: momento nodale del romanzo di iniziazione di matrice autobiografica accanto, e sia pure in modo diverso, al joyciano The Portrait of the Artist As a Young Man (Ritratto dell’artista da giovane), nel senso che l’iniziazione si
trasforma in ricerca intellettuale e di identità nel quadro di una struttura aperta.
D’altro canto, il romanzo, pur in queste sue novità e nel segno di un linguaggio di singolare ricchezza e risonanza, rivelava la diffidenza di Lawrence per lo sperimentalismo e lo collocava nel grande filone della narrativa inglese che da Jane Austen arriva a Henry James passando per George Eliot.
Nello stesso anno vennero pubblicate Love Poems and Others (Poesie d’amore e altre), rivelando in Lawrence un poeta assai originale, incline a introdurre con successo nel linguaggio poetico la dimensione sottile del colloquiale accanto a un complesso disegno simbolico.
Nel 1914 Lawrence pubblicò The Prussian Officier and Other Stories (L’ufficiale prussiano e altri racconti): in particolare il testo che dà il titolo al volume rimane uno dei risultati più caratteristici dello scrittore, nel suo simbolismo, nel ritratto della violenza e di una accesa quanto ambigua sessualità.
Durante la guerra Lawrence trascorse un breve periodo in Cornovaglia, dove la nazionalità di Frieda e il pacifismo dello scrittore procurarono guai alla coppia, tenuta poi d’occhio dalla polizia anche a Londra.
Nel 1915, comunque, era stato pubblicato il romanzo The Rainbow (L’arcobaleno).
Tra il 1920 e il 1925 i Lawrence viaggiarono moltissimo: Italia (Firenze, Capri, Taormina, Cagliari,
Sardegna), Germania, Austria e poi India, Ceylon, Australia (da questa esperienza nascerà un romanzo, Kangaroo – Canguro – pubblicato nel 1924), Tahiti, Stati Uniti, Messico.
I viaggi servirono a Lawrence per confrontarsi direttamente con i luoghi che gli offrivano le coordinate ideologiche della sua teoria del primitivo, in contrapposizione alla negatività morta e corrotta, soffocante, della moderna civiltà
industriale. Ne sono testimonianza numerosi scritti saggistici, da Sea and Sardinia (Mare e Sardegna) del 1921 a Mornings in Mexico (Mattinate in Messico), del 1927, al postumo Etruscan Places (Luoghi etruschi).
Nella ricca produzione narrativa dell’ultimo decennio, tra il 1920 e il 1930, spiccano in particolare due ampi romanzi: Women in Love (Donne innamorate, 1920) e The Plumed Serpent (Il serpente piumato, 1926).
Il primo, che rimane sempre il preferito di Lawrence, contiene il nocciolo della sua tematica, dal problema di fondo
del rapporto sessuale come via suprema di liberazione e insieme strumento di conoscenza all’ansia insoddisfatta per una “fratellanza di sangue” che adombra una tentazione omosessuale, alla denuncia dell’industrializzazione e della massificazione, a una sorta di mitico recupero di grandi valori ancestrali e rituali, nel quadro di una narrativa insieme simbolica e di costume.
Il secondo introduce, accanto a una rappresentazione del vitalismo e del primitivo, una nota politica insolita in Lawrence.

Lawrence
Lawrence e Rina Secker a Villa Bernarda, Firenze 1926

Ma non si possono trascurare alcuni memorabili esemplari di narrativa breve, tra i quali il più importante è probabilmente St. Mawr, together with the Princess (Il Purosangue), del 1925, ove lo scontro tra tecnologia e primitivo, tra meccanizzazione e animalità, in una provvidenziale relazione con la natura, toccano vertici assoluti
anche sul piano del linguaggio.
Tornato in Inghilterra, Lawrence si recò ancora in Messico per curare la sua malattia polmonare, poi si trasferì nuovamente in Italia e con Frieda visse dal 1926 al 1928 presso la Villa L’Arcipresso in Scandicci (Firenze), scrivendo Lady Chatterley’s Lover (L’amante di Lady Chatterley), pubblicato privatamente a Firenze nel 1928 e
che subì una serie di sequestri e di processi, onde l’edizione integrale poté uscire soltanto dopo la seconda guerra mondiale.
L’amante di Lady Chatterley rimane il libro programmaticamente più caratteristico di Lawrence non soltanto per la dichiarata pratica dell’osceno, ma per il principio di “coscienza fallica” che lo sostanzia, non senza motivazioni metafisiche, confermate dal postumo Apocalypse (Apocalisse).
Oltre ad altri esemplari di narrativa breve, tra i quali The Woman Who Rode Away and Other Stories (La donna che fuggì a cavallo e altri racconti, 1928), va rammentato il folgorante volume sulla letteratura americana, Studies in Classic American Literature (Studi sui classici americani, 1923).
Dopo l’ultimo soggiorno fiorentino, Lawrence fu ancora in Svizzera e in Germania, per poi ricoverarsi in un sanatorio nella Costa Azzurra, ma senza ricavare dalle cure alcun beneficio.
Trasferitosi in una villa presso Vence, in Provenza, vi morì il 22 marzo 1930.
Vi è un passaggio di capitale importanza all’interno delle carte postume di Phoenix, pubblicate nel 1936, in cui Lawrence tratteggia l’orizzonte del romanzo con queste pregnanti parole: «The novel is a great discovery: far greater than Galileo’s telescope or somebody else’s wireless. The novel is the highest form of human expression so far attained. Why? Because it is so incapable of the absolute. In a novel, everything is relative to everything else, if that novel is art at all». (Il romanzo è una grande scoperta: molto più grande del telescopio di Galileo o delle onde radio di qualcun altro. Il romanzo è la più alta forma di espressione umana finora raggiunta.
Perché? Perché è così incapace dell’assoluto. In un romanzo, tutto è relativo a tutto il resto, se quel romanzo è del tutto un’opera d’arte)

L’amante di Lady Chatterley  l’ opera più famosa di David Herbert Lawrence

Pubblicato, come si è detto, a Firenze nel 1928, L’amante di Lady Chatterley è il frutto più maturo della concezione lawrenciana dell’amore fisico come mezzo per guarire da ogni malato cerebralismo e tornare in contatto con le forze istintive e naturali della vita.

Prima edizione numerata e autografata di “Lady Chatterley’s Lover”

Il marito di Lady Chatterley, Clifford, è un inglese d’antica stirpe che, paralizzato nella parte inferiore del corpo in seguito a una ferita di guerra, dedica alla letteratura ogni suo interesse e attività, spinto da un vanitoso desiderio di rinomanza.
Egli ama le conversazioni intellettuali con un gruppo di amici che, come lui, apprezzano soprattutto la vita dello spirito. Ma la sua sposa, Constance, detta Connie, che è sempre muta spettatrice di quei colloqui, sente vagamente dentro di sé un vuoto che tutte quelle frasi non riescono a riempire: quegli uomini sono senza passione,

consumano la loro vitalità nelle loro parole, non sanno arrivare alle radici della vita: il denaro e tutte le false divinità del pensiero, compresa la fama, la “dea cagna”, li tengono schiavi.
Ella desidererebbe, almeno, un bambino, che riempisse di un affetto più profondo e più umano il suo cuore.
In questo stato d’animo incontra il guardacaccia del marito, Oliver Mellors, un uomo sensibile e pensoso, cui la vita è stata così amara da indurlo a rifugiarsi nella solitudine di quel suo oscuro ufficio, tra i boschi.
Fra lei e quest’uomo, superata dopo qualche contrasto la barriera di un pudico riserbo che in lui assume spesso la forma della rudezza e del cinismo verbale, scoppia una travolgente passione, entusiasticamente sensuale.
Mellors, per la prima volta, scopre in Constance la donna, e Constance, per la prima volta, scopre il mistero della vera vita nell’ebbrezza sessuale.
Nulla potrà più separarli, né la ricomparsa della moglie di Mellors (una donna volgare e crudele da cui egli viveva separato), né l’egoismo isterico di Clifford che non vorrebbe sulle prime, concedere il divorzio.
Constance e Mellors vivranno insieme, attingendo alla vivificante profondità del loro amore la forza di resistere ad ogni ostacolo: e il figlio di Constance nascerà frutto di quest’unione perfetta.

l' amante di Lady Chatterley'
Prima edizione numerata e autografata di “Lady Chatterley’s Lover”

Al libro, che conobbe per la sua audacia un clamoroso successo scandalistico, venne mosso un grave appunto: il guardacaccia, che dovrebbe rappresentare l’essere rude e semplice, capace, con la sua elementare forza fallica, di sanare e integrare la personalità della raffinata Lady Chatterley, è in realtà un uomo che ha studiato e viaggiato, e che un tempo appartenne a un ceto sociale non molto lontano da quello dell’amante: è dotato di una squisita sensibilità, che egli cerca di occultare, ma che si rivela in molte occasioni, e primamente nella delicatezza con cui tratta gli animali.
Questa insufficienza però non toglie nulla di essenziale alla ricca sostanza del libro che si ricollega al naturalismo mistico facente capo all’Emilio di Rousseau, ed è una delle tante manifestazioni della moderna crociata contro l’intellettualismo cervellotico.
Non è tra le migliori opere di Lawrence; è eccessivamente prolissa ed ingenua ma, come sempre, ha parti destinate a sopravvivere, là dove si rivela la squisita sensibilità dell’autore di fronte alla natura.

Gaetano Algozino

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