Mostre d'arte

Alberto Giacometti alla Tate Modern Londra

Alberto Giacometti l’artista che non era un artista

“Per me – afferma l’artista – l’arte è il giusto mezzo per cercare di sapere com’è il mondo esterno. Quello che conta per me è solamente il soggetto, l’uomo”.

Da molti definito lo scultore della solitudine, lo svizzero Alberto Giacometti (1901-1966) è forse uno degli artisti che meglio hanno saputo interpretare l’esistenza dell’uomo del Novecento. Visionario e solitario, Giacometti lascia un segno indelebile nell’arte, realizzando opere oniriche ed esistenzialiste che indagano con acume la profondità dell’anima. Cogliendo appieno il sentimento del suo tempo, Giacometti racconta l’uomo con essenzialità: nelle sue opere, i contemporanei trovano l’espressione più calzante degli anni del dopoguerra.

Alberto Giacometti è un artista precoce. Non ha neppure trenta anni e già alcuni suoi lavori entrano nella collezione dei maggiori musei internazionali, uno fra tutti, il Modern Art di New York. Il suo apprendistato comincia da giovanissimo studiando dai libri del padre; in casa, infatti, è presente una grande biblioteca, con testi ricchi di illustrazioni. “Da quando ho visto delle riproduzioni di opere d’arte, e questo risale alla più tenera età, si mescola ai miei più lontani ricordi, ho provato il desiderio immediato di copiare tutte quelle che mi attiravano di più e questo piacere di copiare in realtà non mi ha più abbandonato”.

Alberto_Giacometti scultura

“Vorrei passare tutta la vita a fare lo scultore – racconta l’artista –. Ho cominciato perché la scultura è la cosa di cui mi intendevo di meno. Mi sono dedicato alla scultura per liberarmene un giorno. Speravo di capirla prima o poi e invece ancora non l’ho capita. E perciò sono costretto a insistere. Non c’è altra scelta”.

Mostra di Alberto Giacometti a Londra

L’universo di Giacometti è doloroso: ha visto e subito la violenza della guerra; conosce l’aberrazione delle dittature fasciste e, per questo, ha paura della morte. ” Mi sorprende l’uomo della strada – spiega l’artista – più di ogni scultura o dipinto. Ad ogni momento la folla scorre incessantemente per riunirsi e allontanarsi di nuovo. Senza posa forma e riforma composizioni viventi di incredibile complessità. Ed è proprio la totalità di questa vita che desidero riprodurre in ogni cosa che faccio”.

Una vita decidata all’arte: “Io – scrive nel 1957 – faccio pittura e scultura per mordere nella realtà, per difendermi, per nutrire me stesso, per diventare più grosso; diventare più grosso per difendermi meglio, per meglio attaccare, per fare più presa, per avanzare il più possibile su ogni piano in tutte le direzioni, per difendermi contro la fame, contro il freddo, contro la morte, per essere il più libero possibile; il più libero possibile per tentare – con i mezzi che oggi mi sono propri – di vederci meglio, di capire meglio ciò che ho intorno, capire meglio per essere più libero, più forte possibile, per spendere, per spendermi il più possibile in ciò che faccio, per correre la mia avventura, per scoprire nuovi mondi, per combattere la mia guerra. Per il piacere? Per la gioia? Sì, per il piacere di vincere e per quello di perdere”.
L’ arte di Alberto Giacometti in Mostra alla Tate Modern di Londra fino al 10 Settembre

Le opere di un artista poliedrico e grande scultore, nuovamente in mostra a Londra

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